Linneville’s Nonsense: The Gossiper of the Quiet Neighbourhood

by Laura Bernardeschi Nelson

In the quietest neighbourhood imaginable—so quiet it seemed half asleep even at noon—lived Linneville, a short, chubby man with curly hair and a face as dim as a forgotten lightbulb.

Linneville firmly believed he was the boss of the area. His authority rested entirely on one achievement: frequently stopping elderly ladies for long “conversations.”
In reality, these were one-sided broadcasts of trivial nonsense.

Younger people avoided him the way one avoids an especially irritating fly—with speed, precision, and mild panic.

He didn’t talk. He gossiped.
And not even well.

His information was so low-grade that even rumours felt embarrassed to be associated with him.

In his garden, he moved like a confused chameleon in the dark, occasionally switching to the frantic energy of a salamander with questionable intentions. His favourite pastime was peering into neighbours’ windows while pretending to be “just passing by.”

He also owned an old camper van—an impressive pile of rust that had never experienced travel, adventure, or even mild usefulness. Beneath it, Linneville would lurk, convinced he was conducting advanced surveillance.

His house remained permanently sealed behind closed shutters, as though hiding classified operations. In truth, it was hiding Linneville doing nothing.

And yet—somehow—he knew everything.
Who stepped outside.
Who watered plants.
Who dared to relax in their own garden.

The moment someone dared enjoy peace among flowers and leaves, Linneville would activate.

Out he burst.
Into the garage he rushed.
Among dusty, untouched tools he stood… dramatically.

And then came the performance:

“Caw! Caw! Caw!”

A raw, unfiltered anthem of self-declared importance.
His personal declaration of territorial dominance.

But one day, from the neighbouring garden, came a calm, precise voice:

“If that’s power… we’ll take silence.”

And just like that—Linneville stopped.

The neighbourhood exhaled.
The flowers stood taller.
And even the rusted camper seemed, at last, at peace.

Il Boss del Nulla Operativo

Nel quartiere più tranquillo—così tranquillo da sembrare addormentato anche quando era sveglio—viveva Linneville, un uomo corto, grassoccio, con capelli ricciolini e un faccione spento come una lampadina dimenticata.

Linneville era convinto di essere il boss della zona. La sua “autorità” derivava da un’unica attività: fermare le vecchie signore per interminabili conversazioni. O meglio, monologhi travestiti da dialoghi. Le giovani, invece, lo evitavano con la stessa urgenza con cui si evita una mosca particolarmente insistente.

Non parlava: spettegolava.
Non conversava: distribuiva pettegolezzi di qualità così bassa che persino il vento sembrava ignorarli.

Nel suo giardino si muoveva con la discrezione discutibile di un camaleonte nel buio, alternata all’energia sospetta di una salamandra con troppo tempo libero. La sua attività preferita? Spiare dentro le finestre dei vicini con l’aria di uno che “casualmente” si trovava lì.

Possedeva anche un vecchio camper—un ammasso di lamiere che non aveva mai conosciuto né strada né gloria—sotto il quale si nascondeva come un agente segreto… ma senza missione, senza abilità e senza successo.

Le sue finestre erano sempre oscurate da tapparelle abbassate, come se custodissero grandi segreti. In realtà custodivano solo Linneville.
Eppure, misteriosamente, lui sapeva tutto: chi usciva, chi rientrava, chi annaffiava le piante e chi semplicemente respirava troppo rumorosamente.

Se qualcuno osava rilassarsi tra fiori e foglie, bastava un fruscio… ed ecco Linneville attivarsi.
Scattava fuori come una molla difettosa, correva nel garage pieno di attrezzi inutilizzati e, con aria gravemente impegnata, iniziava il suo rituale:

“Cra, cra, cra!”

Era il suo modo di dichiarare presenza.
Una sorta di inno nazionale del nulla.

Ma un giorno, dal giardino accanto, arrivò una voce calma, tagliente e inequivocabile:

“Se questo è il canto del potere… preferiamo il silenzio.”

E così, per un attimo raro e prezioso, Linneville tacque.
Il quartiere respirò.
E perfino il vecchio camper sembrò sollevato.

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Laura Bernardeschi Nelson

www.lauraartist68.uk

Published by lauraartist68

Multidisciplinary artist based in Newcastle upon Tyne

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